Familiari ed amici in visita

Il mio fratellino e un caro amico di comune conoscenza hanno appena lasciato la Cina dopo avervi trascorso quasi tre settimane. I due non sono stati molto fortunati in termini di tempo e clima, avendo scelto di venirmi a visitare nel pieno dell'inverno. Però, fortunatamente, scegliendo il primo dell'anno come partenza e il primo dell'anno secondo il calendario cinese come data di ritorno sono riusciti a risparmiare un bel po' di soldini. 

La Cina centrale sa essere assai ostile d'inverno. Mentre nella Cina del nord può fare estremamente freddo all'esterno ma almeno all'interno si sta bene con il riscaldamento centralizzato, l'area centrale della Cina è un po' la terra di mezzo. Nel senso che d'estate fa un caldo allucinante e d'inverno è veramente freddo. Siccome l'inverno non dura tantissimo hanno ben pensato che non abbia senso installare il riscaldamento centralizzato ma utilizzare il condizionatore d'aria se necessario. Ovviamente il suddetto mezzo non è molto versatile ne utile nella maggior parte dei casi. Per non accennare al fatto che nelle moltissime abitazioni le finestre sono fatte con lo sputo e ogni porta ha un agghiacciante repertorio di spifferi. Ecco che indossare a strati e spesso la giacca mentre si sta in casa è d'obbligo anche se spesso una vera rottura. L'alternativa sarebbe starsene al calduccio sotto strati di coperte, un alternativa non conveniente per chi viene in Cina per la prima e forse l'unica volta. 

Io stessa, piena di impegni, non sono riuscita a fare da Cicerone come avrei voluto. Però i due esploratori si sono buttati e hanno fatto del loro meglio per vedere il vedibile. Hanno visitato le maggiori attrazioni di Nanchino, la vecchi capitale cinese. Hanno trascorso qualche giorno nella capitale attuale, Pechino, dove hanno scalato la muraglia e sopravvissuto all'incredibile vento e gelo e diventando così veri uomini, come da credenza cinese. E negli ultimi giorni si sono recati nella moderna Shanghai. Con la poca organizzazione, un inglese tremendo (scusate ragazzi!) e il freddo non se la sono cavata malissimo. 

Per me è stato come rivedere la Cina per la prima volta. Non so se nel profondo del cuor a loro gli sia piaciuta o meno. Però io mi sono resa conto che in solo un anno sono riuscita ad abituarmi a così tante cose da vedere molte delle stranezze cinesi con un occhio calmo e quasi indifferente. Loro sono rimasti stupiti dalla gente, tantissima gente ad ogni angolo, dal traffico, dagli edifici alti e moderni, dal cibo non molto delizioso per alcuni, dagli spaghetti istantanei, dal hot pot, dalle sigarette e alcol poco costosi, dal scarsissimo inglese dei cinesi, dalla totale incapacità di intuire la lingua, da come sia facile spendere soldi, e io spero dalla bellezza della muraglia, dallo splendore della Città proibita, dalla calma intorno allo Shuanwuhu, il lago di Nanchino, dalla tristezza del museo del massacro di Nanchino, dalla bellezza delle ragazze cinesi e molto di più. 

A me ha fatto un piacere immenso averli con me e parlare in Italiano in Cina è stata un'esperienza surreale. Abbiamo riso tanto e c'è chi si è dovuto fare la doccia gelata, chi si è fatto male, chi ha bevuto troppo baijiu da vomitare come esorcista, chi ha sofferto la fame non riuscendo ad addattarsi al cibo cinese, così diverso e non necessariamente piacevole ad ogni palato, chi ha preparato una colazione orribile ma che tutti hanno apprezzato per il gesto, chi si è commosso, chi ha fatto migliaia di foto, chi ha camminato tanto, chi ha ballato intorno al palo in mezzo alla disco cinese e molto altro in questa avventura cinese.