Il mio secondo capitolo cinese inizia da Nanjing

Questa volta mi trovo a Nanjing, capitale della provincia dello Jiangsu. Il suo nome significa capitale del sud, dove nán () sta per "sud" e jīng () per "capitale". Una lunga storia caratterizza questa città, un tempo capitale dell'Impero cinese. Tralascio la storia di Nanjing a un altro momento per concentrarmi su una breve spiegazione del motivo di questo blog.

A settembre 2010, mi sono trovata a Hefei, capitale della provincia di Anhui, ad insegnare inglese in un college. L'esperienza è stata magnifica e ha stravolto la mia vita, al punto che ho deciso di ritornare in Cina. Solo che questa seconda volta, grazie a un maggiore bagaglio di conoscenze sulla Cina, mi sono spostata in un'altra città, leggermente più grande, più pulita e più "civilizzata". Diciamo che la differenza più grande, e da me maggiormente apprezzata, è che girando per strada sono in pochi a mostrare interesse per una "laowai" come me. Mentre a Hefei ovunque andassi avevo tutti gli sguardi puntati addosso, gente che mi salutava, che mi indicava, che mi faceva foto, che controllava cosa compravo al supermercato e via dicendo. In Nanjing, gli occidentali ci sono, seppure pochi, ma pare che non suscitino reazioni di eccessivo stupore.

Anche il mio lavoro è diverso questa volta. Dall'università sono passata a una scuola di lingue privata. Non che mi fossi trovata male all'università ma ho voluto provare anche questa strada. Difatti, chi ha intenzione di insegnare inglese in Cina ha due alternative: scuole pubbliche o private. Quelle pubbliche pagano meno, offrono una modesta sistemazione però si lavora relativamente poco. Lo stipendio oscilla tra i 4500 RMB ai 6500 RMB. per una ventina di ore a settimana. Le scuole private offrono salari fino ai 12000 RMB e permettono di lavorare con persone motivate ed interessate ad imparare, anche se si fanno le canoniche otto ore lavorative. La fatica più grande che ho dovuto affrontare nel college è stato proprio il disinteresse della maggior parte degli studenti. E io che amo l'insegnamento l'ho trovato molto frustrante. Il primo giorno sarà proprio domani e mi ritrovo positiva e piena di energia per questo nuovo inizio.

L'altra novità è la sistemazione. In Hefei ho abitato in un minuscolo appartamento nel campus, comodo perché a due passi dal lavoro però svantaggioso perchè non mi lasciava un minimo di spazio personale dato che tutti i colleghi e studenti vi gironzolavano nei dintorni. Invece, questa volta ho un appartamento tutto mio. La ricerca del medesimo non è stata semplice. Mi è capitato di vedere dei veri tuguri e stupirmi per come le persone riuscissero a passarvi anni della propria esistenza. Ma pare che i cinesi non abbiano il concetto di “casa” come noi. Visti i lunghi orari lavorativi e scolastici, la casa pare rappresentare un luogo dove lavarsi e dormire. Ovviamente, il mio giudizio è limitato a una fascia medio-bassa visto che il mio budget è limitato e, conseguentemente, non sono andata in cerca di posti di lusso. Ad ogni modo, con 2000 RMB al mese ho trovato un appartamento più che accogliente: due camere, balcone, cucina, bagno e ingresso/soggiorno. Mobilio un po' kitsch e antiquato, qualche difetto qua e la, ma tutto sommato un posto che, dopo solo una settimana, già chiamo casa. 
Al momento mi pare di aver detto abbastanza. Questa volta prometto di scrivere con maggiore regolarità. L'anno passato è stato pieno di prime volte, motivo per cui non ho avuto modo di dedicarmi a questo spazio.

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