L'addio a Hefei e fine del primo capitolo cinese per me

Quanto tempo ci vuole per arrivare al punto di chiamare un posto casa? In questa mia esperienza cinese, non ci ho impiegato tantissimo. Penso che già dopo qualche mese ho iniziato a usare frasi del tipo I need to go home now,I'm headed back home o My home is in the campus, senza pensarci su tanto. Ho sempre avuto un buon spirito di adattamento, quasi in ogni posto mi sia ritrovata. In fondo penso che la cosa sia connessa al fatto che, assieme alla mia famiglia, abbia abbandonato il mio paese d'origine, la vera e prima casa, per andare a vivere in Italia, dove il sistema ha fatto di tutto per non farci sentire a casa. Così ora mi ritrovo in una sorta di limbo, senza una precisa idea di dove sia o sarà “casa”.
Ad ogni modo, con questo post non intendo addentrarmi in profondi filosofeggiamenti, ma semplicemente dare un saluto al minuscolo appartamento che ha fatto da casa in questi ultimi nove mesi della mia esistenza.
Prima di arrivare in Cina, devo ammettere di aver temuto di ritrovarmi a vivere in una topaia. Sia il lavoro che la casa sono stati un salto nel buio, viste le scarse informazioni che sono riuscita a estrapolare da Mr. Liu. Nonostante le abbia provate tutte, non sono mai riuscita a penetrare la sua vaghezza tipicamente cinese. E mi sono buttata, un vero volo senza paracadute, in gran parte dovuto alla mia disperata situazione lavorativa in Italia e quel sottile prurito nel profondo delle viscere che mi diceva di “scappare” e inseguire sogni vaghi per evitare di cadere nel mondo di routine...O forse perché l'Italia non l'ho mai sentita come “casa”.
Così quando per la prima volta ho aperto la porta del mio appartamento sono rimasta piacevolmente sorpresa. Una grande stanza con camera da letto e soggiorno separati da una parete decorativa e tre minuscole stanzette consistenti in bagno, cucina e lavanderia. In poche parole, c'era tutto quello di cui avevo bisogno. La prima apparenza mi ha regalato un profondo sospiro di sollievo. Ma poi sono venute fuori le “magagne”...Penso che il mio appartamento rappresenti un po' il mondo cinese. In apparenza tutto regge e brilla, ma poi scavando e col passare del tempo viene fuori il marcio o il falso! Ad ogni modo, il giorno dopo il mio arrivo, con la luce del sole ad illuminare ogni angolino, mi sono ritrovata a fissare sbalordita il luridume di quel posto. Subito risolto con tanto olio di gomito. E lo stesso pomeriggio e sera, ragazzi scatenati a giocare a basketball per ore ed ore sotto la mia finestra. Sbarre alle finestre e l'impossibilità di spalancarle vista l'ingente quantità di studenti proprio sotto la mia finestra, che tra l'altro è al piano terra, pronti a sbirciare all'interno.
Dopo due mesi, quando un appartamento dalla parte opposta dell'edificio si è liberato ho subito chiesto il trasferimento e mi sono ritrovata nello stesso identico appartamento ma molto più silenzioso, luminoso e arieggiato. Questa volta vista muro di cinta e una sorta di giardino che funge da cestino dei ragazzi che abitano nei piani superiori. Appartamento che è diventato la mia “casa”. L'inverno è stato piuttosto duro. Ho sofferto il freddo e ho imparato che accendendo più di quattro elettrodomestici insieme causavo un corto circuito. Difatti ho trascorso molte giornate al buio in attesa che mi ritornasse la corrente. Non scorderò mai quella volta che sono rimasta intrappolata nel bagno. Così, dal nulla e senza un motivo plausibile, la porta si è bloccata. In assoluto panico sono riuscita a tirar fuori una forza da incredibile Hulk e ho sfondato la porta rompendo la maniglia. E quella volta che la lavatrice ha deciso di scaricare l'acqua per terra annegando tutto quello che era nella lavanderia, comprese tutte le mie scarpe e valigie. Per non scordare, tutte le volte che seduta al computer con la finestra aperta mi vengono i colpi a vedere anziani signori in cerca di bottiglie di plastica passare praticamente sotto il mio naso.
Ormai manca poco, meno di tre settimane, al mio addio a questo posto. E devo dire che, nonostante tutto, questo minuscolo appartamento resterà per sempre nel mio cuore, per tutta una serie di momenti speciali ed indimenticabili, ma troppo personali per essere condivisi in questo spazio.