Alcuni privilegi da VIP degli occidentali in Cina

Voglio raccontare la mia visita alla città di Chizhou e più precisamente ad uno dei suoi college più grandi e importanti, ossia Chizhou Zhiye Jishu Xueyuan...Perché? Diciamo che nella circostanza che sto per raccontare mi sono sentita un po' il presidente della repubblica o la Lady GaGa dei poveri.
Era da qualche mesetto che la visita era in programma ma tra una impegno e l'altro sia del mio che del college di Chizhou non se n'è fatto un bel niente fino a venerdì scorso.
Così, finite le mie lezioni, accompagnata da Amy, l'assistente di Mr. Liu, ossia il responsabile degli insegnanti stranieri, mi sono precipitata in stazione per prendere il primo bus possibile sperando di arrivare ad un orario decente. Perché tanta fretta? Beh, il caro Mr. Lui mi ha chiesto più di una volta se avevo lezioni di venerdì e, puntualmente, ogni volta si è dimenticato della mia risposta. Così, aveva promesso al college di Chizhou che sarei arrivata all'ora di pranzo, cosa rivelatasi impossibile visto che avevo terminato le mie lezioni poco prima dell'ora di pranzo.
Ad ogni modo, dopo un viaggio scomodissimo di più di tre ore, l'autista del college e una professoressa d'inglese ci stavano già aspettando davanti alla stazione. Dopo i sorrisi a 360 gradi e vigorose strette di mano, l'autista e la professoressa ci hanno condotte precipitosamente nel college. Ci mancava solo la sirena e la scorta! Sulla facciata del college capeggiava un enorme striscione (n.b. I Cinesi amano gli striscioni rossi con scritte gialle per ogni occasione) con simboli incomprensibili e il mio cognome in mezzo. Successivamente mi è stato spiegato che si trattava di un caloroso saluto in mio onore. Scortata dalla felicissima professoressa, ho attraversato il deserto college per raggiungere l'aula magna. Qualche studente qua e la, il cui volto, al solo vedermi, si trasformava istantaneamente in una maschera di sbigottimento e che, con qualche secondo di ritardo, partiva al galoppo, come una gazzella, in direzione del luogo designato.
Mentre la professoressa mi illustra la bellezza del college, all'improvviso il mio unico pensiero si fissa sul mio urgente bisogno di usare la toilette, che fino ad allora avevo represso ma che ormai urgeva. Proprio mentre sto chiedendo alla prof di fare una visitina veloce al bagno prima di iniziare la presentazione, ci ritroviamo davanti all'aula magna, con all'ingresso quattro ragazze con tanto di striscione alla miss pendente da una spalla con scritte incomprensibili, ma questa volta senza il mio nome sopra, che mi salutano sorridendo. Non faccio in tempo a finire la frase che il direttore del dipartimento si precipita a stringermi calorosamente la mano. Ancora sulla porta, con tutti gli studenti ad applaudire, ecco che la professoressa mi tira per la manica dicendomi , ad altissima voce, che mi avrebbe fatto vedere dov'è il WC. Imbarazzo! La butto sul ridere, salutando gli studenti fintando di aver già terminato.
La scena, quindi, si ripete di nuovo, salgo le scale, sorrido alle miss in accoglienza all'ingresso, stringo la mano al direttore e saluto la folla in adorazione. La presentazione va molto bene, tutti ad ascoltare con attenzione ed annuire. Sono del tutto consapevole che la maggioranza avrà capito si o no un 20% di quello che dicevo, nonostante la leggerezza dell'argomento e il livello semplificato dell'inglese che ho mantenuto durante la lezione. Molti a scattare foto con i cellulari e un fotografo salterino a fotografare e riprendere con la telecamera la mia “sorprendente performance” . Durante il mio discorso, una delle “miss” mi ha portato un bel bicchiere di te e poi è ripassata più volte per riempirmelo, anche se io non l'avevo mai toccato. Ovviamente, facendolo con un sorriso splendente e distraendomi dal mio dovere.
Finita la presentazione, sono seguite alcune timide domande e poi dall'aula magna ci siamo spostati fuori per ammirare il vastissimo campus. Non l'avessimo mai fatto! Sono stata letteralmente assaltata dalla folla di ragazzine in adorazione. E vai con il terzo grado! Quando hanno esaurito il loro inglese e finito le domande, siamo passati ad un infinito servizio fotografico. Dopo le foto, mi hanno supplicata di dargli il mio numero di QQ (il Facebook cinese). Finito quello, vai con gli autografi (haha)! Dopo un paio di ore, i prof hanno costretto le ragazze a salutarmi, ma queste non l'hanno fatto senza avermi prima abbracciata una ad una, e avermi detto che sono bellissima e che mi adorano. Piacevole ma altrettanto surreale! Tutte care ragazze che non hanno mai visto uno straniero da vicino nella loro vita. Quindi un comportamento del tutto comprensibile, anche se sorprendente!
A quel punto, è seguita una piacevole serata al ristorante, dove per la prima volta sono stata costretta a bere alla cinese. Ho provato di tutto nel tentativo di respingere la birra, perfino dicendo di essere allergica, ma nulla. Ad ogni modo, dopo qualche bicchierino li ho supplicati di smettere. E a quel punto hanno capito e mi hanno permesso di fare gli successivi “gambei” con il succo di frutta. Dopo l'abbondante e deliziosa cena, io ed Amy siamo state condotte nel hotel. Contro ogni aspettativa e mia paura, ci hanno prenotato delle bellissime stanze. A letto come le galline, considerate la lunga giornata appena trascorsa e quella che mi avrebbe aspettata il giorno successivo.
Difatti, il giorno dopo ci hanno portate a visitare la Jiu Hua Shan, una delle montagne più sacre della Cina. Arrivate in montagna ci hanno salutate e lasciate alla guida. La visita è stata piuttosto stancante ma interessante. Non essendo io una persona religiosa, non ne ho apprezzato il vero spirito. Ma ho apprezzato i paesaggi e i templi. E ho avuto modo di guardare con l'occhio critico un luogo di culto trasformato in un business milionario. La montagna viene visitata ogni giorno da migliaia e migliaia di persone provenienti da tutta la Cina e persino dalla Corea. Queste persone vengono in pellegrinaggio e mentre lo fanno lasciano soldi in ogni posto possibile ed immaginabile. E non si tratta di spiccioli. Ho visto persone tirare fuori di quelle mazzette da paura. Giusto per farvi capire come i monaci si arricchiscano, la montagna ha più di 80 templi ed in ogni tempio ci sono almeno una cinquantina di posti dove i soldi possono essere lasciati in offerta. Per non parlare dei prezzi dei prodotti quali incensi, candele, souvenir, cibo e bevande: stratosferici se confrontati con i prezzi ai piedi della montagna. I cari monaci hanno capito come fare i schei! Così, osservare tutta quella folla in adorazione ed estasi, a lasciare i loro risparmi in cambio di salute, felicità e ricchezza con i monaci a correre intorno e raccogliere le offerte in enormi sacche mi ha fatto provare un certo senso di nausea...Nonostante ciò, salire in cima è stato più che meraviglioso. Ci siamo trovati circondati dalle nuvole, ad ammirare la loro veloce transizione e ad inalare aria fresca e pulita. 
Finalmente, dopo la lunga e faticosa discesa, io e la cara Amy ce ne siamo tornate ad Hefei, piuttosto stanche e io contenta dell'esperienza (non posso dire lo stesso per Amy, visto che, poverina, è stata costretta ad accompagnarmi senza un minimo di preavviso).