Come sono gli studenti universitari cinesi

Qualche post fa avevo introdotto, molto generalmente, quello che è il sistema educativo attualmente diffuso in Cina. Inoltre avevo promesso di scrivere della mia personale esperienza lavorativa. Il secondo semestre è iniziato alla fine del mese di febbraio e i cambiamenti nel mio modo di insegnare sono molti. Il primo semestre mi è servito come banco di prova e i feedback dei miei studenti mi hanno aperto gli occhi su come impostare le lezioni.
I miei ragazzi, come quasi la totalità dei ragazzi cinesi, sono arrivati in questo college “stanchi”. Stanchi dei genitori che hanno costantemente messo loro pressioni addosso. Genitori che non possono essere incolpati di nulla vista la quantità di giovani che devono lottare per accaparrarsi un posto di lavoro. Genitori che hanno sacrificato i loro migliori anni pur di educare i propri figli, consapevoli del valore dell'educazione in un paese in costante sviluppo ed evoluzione. Ma, soprattutto, genitori che non hanno potuto riceverne una vista la povertà in cui sono cresciuti. “Siamo in tanti!” è la frase che sento ovunque per giustificare qualsiasi cosa. Un fatto positivo in molte circostanze ma anche negativo in altre. Ed è il caso di giovani che escono dai college e università. Solo una piccola quantità potrà andare all'estero per ricevere un'educazione migliore. Ma il resto dovrà combattere duramente per una posto di lavoro, spesso ricevendo uno stipendio irrisorio, dall'ammontare di all'incirca 100/200 euro al mese.
I miei studenti sono stanchi perché alla fine delle superiori hanno dovuto sostenere il famigerato 'Gao Kao', un esame di stato, piuttosto difficile e decisivo per il loro futuro. Gli anni delle superiori vengono ricordati come un costante incubo. Ore ed ore di lezioni e studio. Una vita di scuola e casa, dove i divertimenti, sport o il semplice ozio difficilmente trovano un angolino libero. Solo in base al risultato del test potranno accedere al college o all'università. College e università sono la stessa cosa, solo che i primi hanno un valore inferiore dei secondi. I college generalmente portano a lavori di basso rango come camerieri, commessi, operai o segretari, nonostante si trattasse di un diploma universitario. Le università, dall'altro conto, permettono di accedere a posizioni leggermente più elevate.
Stanchi come sono si ritrovano nel college, lontani da casa e dai genitori, circondati da giovani della stessa età, con la consapevolezza che non ci sono più esamoni come Gao Kao da sostenere e spesso con la certezza di non riuscire a fare la differenza. Finalmente liberi!
I miei ragazzi hanno un'età che va dai 17 ai 24 anni, anche se l'età corretta per attendere e concludere questo college sarebbe dai 18 ai 21 anni. Il fatto sta che per i cinesi l'età è relativa e non vi è la fretta di finire l'educazione il prima possibile per iniziare a lavorare. Molti di loro hanno ripetuto almeno un anno o più delle superiori, spesso con il consenso dei genitori, per il semplice fatto che non se la sentivano di andare al college o perché i genitori volevano che restassero vicino a casa per qualche anno in più. L'età è relativa anche perché quasi tutti i miei studenti dimostrano molti anni in meno rispetto a quelli che portano, e non mi riferisco solo al loro aspetto fisico ma anche al loro comportamento e pensiero. Sono tutti così immaturi e inconsapevoli del mondo che li circonda. Sarà che fino ad ora hanno vissuto in una grande e colorata bolla, coccolati e viziati dai parenti (colpa della legge che ha vietato di avere più di un figlio), trascorrendo il loro tempo solo tra scuole e casa, ovattati dai limiti dell'educazione cinese e della censura. Il fatto sta che molti non sanno di essere su questo pianeta. Hanno tutti grandi sogni, andare all'estero, tornare in Cina con una bella laurea americana o australiana, aprire una bella azienda e fare un macello di soldi. Ma quando poi inizio a chiede maggiori dettagli si perdono tutti. Non hanno idea di che università scegliere, che corsi, se i genitori hanno abbastanza soldi per permettere loro di studiare all'estero, per non parlare della cultura generale. Sanno poco o nulla del mondo e sembra che gli vada bene così. O forse sono io quella che ha sempre avuto le idee piuttosto chiare e fa fatica ad accettare il fatto che ragazzi di questa età non abbiano la più pallida idea di chi essi siano e che cosa vogliano diventare...
Ad ogni modo, questi ragazzi stanchi degli anni di studio trascorsi e finalmente liberi, semplicemente diventano pigri. Molti trascorrono la maggior parte del loro tempo nei cosiddetti Internet bar, altri a giocare a carte o a basketball/badminton. Le ragazze finalmente possono indossare quello che vogliono. Ed ecco che mi trovo in giro ragazzine tutte tirate, ad indossare tacchi senza nemmeno essere in grado di camminarci, a truccarsi in modo inverosimile (lenti per cambiare il colore degli occhi, ciglia finte, cipria bianchissima), o ad indossare vestiti corti e succinti nonostante il freddo da ibernazione. Va detto che fino ad ora la maggioranza non ha mai avuto il fidanzatino o la fidanzatina. Motivo per cui in giro non si vedono altro che coppiette felici e spensierate. E lo studio? Quello non conta più. I genitori non sono li a controllare e sgridare. Gli insegnanti non sono interessati e spesso sono corrotti. Gli esami e i test vari sono una farsa dove copiare è d'obbligo e gli stessi insegnanti lo permettono.
Ovviamente, ci sono delle eccezioni. Ci sono dei bravi insegnanti e ci sono rari casi di alunni interessati ad apprendere. E io cosa ci faccio in tutto questo complicato sistema? Beh, il primo semestre mi ha insegnato che svolgere le lezioni alla maniera occidentale ha poco o nessun senso. I ragazzi si annoiano e dopo una prima mezz'ora di lezione si perdono e si dedicano al loro cellulare o direttamente a dormire. Così ho capito che devo tenerli svegli ed interessati. Ed ecco che sia loro che io siamo molto felici in questo nuovo semestre. Farli parlare e giocare per imparare si è rivelato un semplice diversivo e un'efficace soluzione a tanti problemi. Ora non ho studenti che sbadigliano in continuazione ma ragazzi che seguono, imparano e si divertono. E il mio già enorme successo nel college ora è cresciuto ancora di più. Haha, modestia a parte!
Nonostante tutto i miei studenti mi stanno dando moltissimo. Sono tutti dei cari ragazzi, sempre gentili e sorridenti. Tutti mi adorano e rispettano. Non ho mai avuto nessun problema, anzi. Io faccio il possibile e loro lo sanno e la maggioranza lo apprezza.