Breve riassunto dei miei primi sei mesi in Cina

Oramai sono arrivata a metà di questo viaggio-avventura. Cinque mesi sono passati e me ne restano esattamente altrettanti. Quelli trascorsi, da una parte, mi sembrano volati, ma dall'altra sono stati pieni, intensi, vividi ed emozionanti.
Posso dire con certezza che la Cina mi ha conquistata sin dal primo momento. Sarà che vi ho trovato una certa somiglianza, nei luoghi, usi e sguardi, con la Bosnia della mia infanzia. E posso dire con altrettanta certezza che non la lascerò così facilmente. Non sono sicura se resterò nella stessa città, ma di sicuro ci torno dopo l'estate trascorsa in Italia.
Durante questi cinque mesi la mia vita ha subito radicali cambiamenti. Ritrovarmi a svolgere il lavoro che ho sempre sognato mi ha dato un forte senso di realizzazione. Ovviamente, questo primo anno è stato, e continuerà ad essere, un banco di prova. Mi è servito per capire il sistema scolastico cinese e realizzare dove potermi muovere negli anni a venire per costruirmi una carriera più soddisfacente. Il college dove sono attualmente impiegata non è male, ma non è abbastanza per il mio livello di educazione e per il mio desiderio di crescita intellettuale.
Essere insegnanti di inglese in Cina significa insegnare la lingua orale e non grammatica, traduzione o letteratura, che, tra l'altro, sono tutti aspetti della lingua più consoni alle mie abilità ed interessi. Ad ogni modo, insegnare la pronuncia, i vocaboli, le espressioni, i modi di dire e via dicendo presenta le sue soddisfazioni e sfide. I ragazzi sono tutti molto disciplinati ed attenti, specialmente quelli al primo anno. Anche perché per quasi tutti io sono la prima insegnante straniera che hanno e per molti la prima straniera con cui hanno potuto avere un contatto diretto. Nonostante l'età oscillasse tra i 18 e i 24 anni, la quasi totalità è immatura per la loro età. Motivo per cui, nella valutazione finale del mio corso è emerso che avrebbero preferito più attività ludiche e ricreative. Cosa comprensibile visto l'ammontare di ore che sono costretti a sopportare giorno dopo giorno ma che ha anche causato una certa sorpresa e dispiacere in me. Ad ogni modo, il mio impegno e serietà sono stati riconosciuti da tutti, ma forse un po' più di divertimento e spensieratezza sarebbero stati maggiormente apprezzati. Sbagliando si impara! Di sicuro il mio secondo semestre sarà un esperienza più divertente per i miei studenti ma forse anche per me.
L'ambiente lavorativo è molto tranquillo. Le ore sono poche e i momenti liberi tanti. Il primo semestre è iniziato i primi di Settembre, con 10 giorni di ferie i primi di Ottobre, ed è terminato l'ultimo dell'anno, seguito da ben 7 settimane di ferie invernali, che tuttora mi sto godendo. Non male! Nessuno mi ha mai messo pressioni ne dato particolari istruzioni. Dopo avermi consegnato i testi e l'orario, ho passato il semestre organizzandomi per conto mio, sia le lezioni che le valutazioni. Sotto molti punti di vista, questa mancanza di assistenza e guida, mi ha causato non poche preoccupazioni e dubbi essendo io una persona che cerca di dare sempre il massimo ed essendo la mia prima esperienza di insegnamento. Però dall'altra è stata un sollievo non avere persone che alitassero costantemente sul mio collo, anche se so con certezza che ogni mio movimento o parola venivano riportati ai “leader”. Solo una volta ho ricevuto una breve e dolce ramanzina sui miei test che sembrava facessero paura agli studenti. Ma alla fine parlando con gli studenti stessi abbiamo trovato un compromesso e tutti sono stati più che contenti.
I miei rapporti si sono fondamentalmente focalizzati sugli studenti. Ho trovato alcuni buoni amici tra di loro. Tuttora capita di sorprendermi di come culture così diverse poi si incontrino su moltissimi punti. In genere, sono tutti molto gentili e disponibili. A tutti piace andare in giro con me, un po' per praticare l'inglese e un po' per farsi vedere in giro con una “laowai”. Sfortunatamente, dall'altra parte del mondo, in Italia, ho perso una persona importante e con essa un bel gruzzolo di amici e persone care. Ma questa è una storia lunga, complicata e piuttosto personale. Probabilmente si sono spente tante altre apparentemente buone amicizie, che non si sono ancora fatte vive nemmeno per un saluto...Pazienza! Ho sempre la mia famiglia e quel piccolo gruppo, ma buono, di amiche e amici che spero non mi abbandonino nei mesi a venire. Ha ha!
La città mi piace e ormai la giro senza alcun problema, più a piedi che in taxi o bus. Il taxi, nonostante fosse comodo, veloce ed economico, presenta il grande problema della lingua (il mio cinese è tuttora molto ma molto basico). Hefei non è poi così grande come mi era parsa all'inizio, quindi è assolutamente vivibile. Ormai mi sono abituata a stare attenta a non morire per strada ad ogni passo, agli onnipresenti sguardi dei passanti, alle file in ogni luogo pubblico, e alla mancanza di privacy, specialmente in ospedali...
Penso di averci guadagnato molto in salute in questi mesi. Ho praticato svariate volte cure e medicine tradizionali. Non nego di aver sofferto più di una volta assurdi crampi allo stomaco per qualche stranezza che ho assaporato e che sono anche finita in ospedale, ma, in genere, penso che la ricchezza della cucina cinese mi abbia portato più benefici che danni. Le lunghe passeggiate, palestra e piscina sono stati un altro grande contributo per il mio benessere fisico. E anche il clima l'ho trovato più adatto a me. Da quando sono in Cina non ho mai sofferto di allergie e asma, cosa che in Italia era una costante. Ho pure abbandonato alcune brutte abitudini, come fumo, caffè e bibite gasate per sostituire le ultime due con acqua calda e dell'ottimo te cinese. Non sto qui ad elencare tanti altri piccoli accorgimenti e abitudini nuove.
Il fatto sta che sto bene, fisicamente e mentalmente. Mi sto godendo il momento senza troppi pensieri per il futuro. Ora come ora non so se questo sia sbagliato o meno. Ho sudato tanto fino ad ora e questo angolo di pace penso di essermelo guadagnato.