Made in China!?!

Un paio di settimane fa ho concluso il mio corso di “Manage innovation and continuous improvement”, che includeva una sostanziosa parte dedicata al concetto di qualità. Spero che questo concetto, prima o poi, entri nelle capocce cinesi...Mi pare che i miei studenti ne abbiano capito l'importanza e magari saranno proprio loro a dargli maggiore rilevanza...
In ogni caso, quello che voglio raccontarvi sono solo alcuni episodi successimi riguardanti la qualità di alcuni prodotti cinesi ed in particolare, i prodotti vestiari.
Lo shopping è uno sport-hobby-lavoro qui in Cina. I divertimenti non sono molti, soprattutto per studenti come quelli del college dove insegno io. Se non si hanno molti soldi a disposizione non si va in giro per locali o altri tipi di divertimenti come cinema, teatri, musei e via discorrendo. E divertimenti come minigolf, bowling, pattinaggio sul ghiaccio, go-cart e simili non ci sono qui ad Hefei. Il ritrovo al bar non è un concetto diffuso perché, generalmente, i bar sono malfamati e i bravi ragazzi li evitano. Per cui le opzioni sono assai limitate. Ecco che lo shopping rappresenta l'unica attività da fare per distrarsi. Quello che sembra divertire di più le ragazze è lo shopping fatto nei labirintici centri commerciali stracolmi di minuscoli negozi dove si può mercanteggiare. Le regole sono basilari e assai semplici:
  1. entri e guardi in giro con la faccia il più impassibile possibile
  2. paradossalmente, non mostri alcun interesse per il prodotto che ti interessa, ma un semplice cenno o grugnito
  3. a quel punto lanci uno sguardo significativo, ma non troppo, alla commessa ed esci
  4. la commessa deve alzare le chiappette dalla postazione dove trascorre le sue giornate e rincorrerti
  5. la commessa offre un prezzo, spesso esagerato
  6. tu le ridi in faccia e lasci il negozio mostrando disgusto, magari sputando un po' per terra
  7. la commessa ti rincorre e ti supplica di rientrare abbassando il prezzo (di uno 30/40% di solito)
  8. a quel punto sta a te decidere, se sei soddisfatto del prezzo puoi accettare oppure uscire di nuovo ed aspettare che la commessa si aggrappi alla tua gamba e ti supplichi con i lacrimoni
Io non mi sono mai sottoposta a questa pantomima per svariati motivi. Prima di tutto ,i negozi sono minuscoli e poco arieggiati, come, tra l'altro, l'intera struttura. Per cui non mi piace molto trascorrere le mie giornate in posti del genere. Preferisco respirare la bella aria inquinata! In fin dei conti, sono convinta che anche questo aspetto sia calcolato, nel senso che la mancanza d'aria non ti fa ragionare e quindi aiuta l'economia del posto. In secondo luogo per via delle taglie, considerato che questi negozi presentano prodotti unici. Non che io fossi un colosso, anzi, ma solo l'idea di provare un capo che mi piace e non trovare poi la taglia mi infastidisce assai. In più, in questi negozi, se osi provare sei costretto a comprare. In terzo luogo, perché sono straniera ed essendo tale i prezzi vengono più che duplicati. Tutto il contrario delle mie studentesse, che trovano tale attività molto divertente e gratificante, soprattutto se riescono ad abbassare il prezzo del 80%. 
La qualità dei prodotti vestiari venduti ad Hefei varia molto. I prodotti di alta qualità sono prodotti di lusso che solo poche persone possono permettersi. Poi ci sono prodotti di medio-alta qualità i cui prezzi rimangono difficilmente accessibili alla massa. Seguono prodotti di media qualità, che si trovano nella maggior parte di negozi e centri commerciali. E infine prodotti di bassa qualità, che si incontrano un po' ovunque (centri commerciali, negozi, negozietti, mercati e sul ciglio della strada) e sono quelli più economici e diffusi.
                
Io stessa ho avuto modo di provare questi fenomenali prodotti. Essendo il mio soggiorno in Cina limitato ed avendo portato con me molti vestiti, ho deciso di non buttare via i soldi in prodotti troppo costosi, se non ne ho bisogno, pensando anche in prospettiva del ritorno e del peso della valigia. Così ho deciso di darmi allo shopping come passatempo da condividere con alcune mie studentesse, comprando prodotti da usare per un breve periodo e poi sbarazzarmene. E la bassa qualità ha sorpreso anche me!
Il primo caso sono stati un paio di stivali. Esteticamente belli, il prezzo basso ma non eccessivamente. La prima volta che li ho indossati, una delle suola è sprofondata essendoci un leggero rialzamento nel tallone. Quindi o camminavo zoppicando o speravo che anche la seconda suola sprofondasse, e quindi pareggiasse con l'altra, o li lanciavo nel cestino. Ho acceso la terza! Un'altra esperienza con le scarpe è stata ancora più esilarante. Si tratta di un paio di mocassini molto comodi e belli, che tra l'altro sono riuscita ad indossare svariate volte. Un po' di tempo fa li ho indossati per fare una delle mie lunghe passeggiate. Dopo una camminata di più di quattro ore, torno a casa e mi tolgo le scarpe. Quando le piglio per metterle al loro posto, mi accorgo che entrambe le suola si erano quasi completamente staccate e che c'era un buco su un lato. Incredibile! Avevo notato qualcosa di strano ma ero convinta che fossero i pantaloni...Haha ho attraversato mezza città con le suola che strascicavano. 
Un altro episodio riguarda una bellissima maglia col cappuccio. Mi stava così bene. Eppure al primo lavaggio tutti i colori si sono mischiati: le scritte nere si sono tutte slavate e confuse sullo sfondo giallo macchiato di nero e bordeaux del cappuccio...E specifico che non l'ho lavata in lavatrice ma a mano per evitare che ciò succedesse. Però qui almeno c'è la scusante. Dopo aver mostrato il danno ad una mia studentessa mi sono sentita dire: “Beh non è tanto strano visto che è Made in Korea!”. Haha