In Cina sanno come difendersi dal freddo.

Essendo una persona estremamente freddolosa e del tutto ignara delle caratteristiche climatiche della provincia di Anhui, ho spesso posto la domanda “Com'è l'inverno qui?” ai miei studenti. Penso a tutti quanti! In tal modo avrei avuto almeno una vaga idea della situazione reale. Alcuni di loro sono riusciti a spaventarmi a morte con le loro dichiarazioni: “Sarà l'inverno più freddo della storia!”, “Le temperature andranno di sicuro fino a 20° sotto zero”, “Ghiaccerà e nevicherà!” e così discorrendo. Però ho imparato, sin dai primi giorni, a non fidarmi delle risposte date dagli stessi. Difatti, fino ad ora si è trattato di un freddo più che sopportabile. Incrocio le dite per i mesi a venire!
Il contenuto di questo post non è tanto un dettagliato resoconto del clima di Hefei, ma la straordinaria abilità della gente di difendersi dal freddo.
Ricordo che, ancora mesi fa, iniziarono a comparire prodotti altamente riscaldanti, prodotti che non avevo mai visto prima in vita mia. Ovviamente i primi a sentire il freddo e, quindi, ad aver bisogno di protezione, furono i numerosi motociclisti. Caschi integrali, giubbotti imbottiti, guanti riscaldanti, sciarpe e cappellini di ogni sorta e lana possibili, calzini, calze e calzettoni, degli strambi copri gambe, in pelle e pelo, dotati di elastici da indossare circondando i polpacci, per non dimenticare i copri avambracci dalla doppia funzione, protezione dal freddo e dallo sporco, si potevano, e tuttora si possono, comprare ad ogni angolo e in ogni negozio. Non posso tralasciare le famose mascherine, anche queste dalle innumerevoli fantasie, tra le quali alcune molto divertenti. Insomma, capita spesso, in questi giorni, di camminare per strada e osservare questi pupazzi Michelin in sella alle loro motociclette, con solamente gli occhi a spuntare tra il cappellino e la mascherina con il sorriso di Sponge Bob stampato sopra. Io non mi trattengo dal sorridere!
Però i pupazzi Michelin che preferisco sono i bambini. Non oso immaginare quanti strati di vestiti abbiano questi poveri cuccioletti. Alcuni sembrano delle palle di tessuto che stentano a camminare e che se spintonati su una strada in discesa rischierebbero di rotolare via. Nonostante tutta la protezione e imbottitura, continuano a indossare i pantaloni con l'apertura sul didietro per i loro bisogni. Pensavo che quei pantaloni venissero utilizzati solo nelle belle stagioni e che d'inverno i genitori adoperassero i pannolini. Invece, no! Anche d'inverno, vestiti a cipolla, con guanti, sciarpe, cappellini ma con il sedere in fuori.
Io stessa mi sono lasciata coinvolgere e quindi mi sono attrezzata come meglio potevo e sotto insistenza di alcune persone a me care, che non fanno altro che mostrarsi preoccupate per la mia salute o se soffro o meno il freddo. Prima di tuttto, ho scoperto l'esistenza di collant con l'imbottitura interna. Personalmente, non li avevo mai visti in Italia o forse non li avevo mai notati, ma qui sono ovunque e devo confessare che sono comodissimi e altamente riscaldanti. Il passo successivo è stato l'intimo alla primi del '900. Ossia una sorta di intimo, maglia e calzamaglia, aderente al corpo da indossare sotto i vestiti. So che ci sono persone che indossano questi affari anti-estetici, soprattutto persone di una certa età, anche in Italia. Senza offesa! Ma mai mi sarei immaginata di indossarli pure io. Eppure eccomi qui comodamente seduta davanti al pc con il mio bellissimo intimo rococò, che in questa circostanza funge da pigiama...
Con l'avvicinarsi dell'inverno, mi sono resa conto che nel mio appartamento fa freddo e che l'aria condizionata non riesce a scaldare tutto. Quindi, mi è stato suggerito di comprare un pigiama, un vero pigiama in stile cinese e delle pantofole imbottite. Invece delle semplici pantofole mi sono ritrovata con dei stivaletti imbottiti da casa. Il pigiama, invece, merita tutto un discorso a sé. Pigiami come questi non se ne vedono in Italia perché sono spaventosi, kitsch e inguardabili. Eppure la gente si pavoneggia anche per strada indossandoli. Dopo aver sofferto un leggero raffreddore mi sono convinta a comprarne uno. Sono andata, ho fatto il giro di numerosi negozi, ho guardato, osservato e riflettuto ma alla fine non ne ho avuto il coraggio. Non ho avuto nemmeno il coraggio di provarne uno. Anche se nell'intimità del mio appartamento, dove nessuno mi può vedere, non sono riuscita ad acquisire un prodotto del genere. Alla fine ho optato per una vestaglia dalla meravigliosa trama leopardata in tinte bianco-nero-lilla. Ed erala più discreta!
Per concludere con discrezione, un must-have della stagione è lo scalda tavoletta del water. Lo si trova in ogni supermercato e in numerose e coloratissime fantasie. Devo dire che questo prodotto non è poi così inutile. Quante volte vi sarà capitato di andare in bagno di notte, col freddo, e provare i brividi di dolore sedendovi su quel pezzo di ghiaccio che sarebbe la vostra tavoletta del cesso. Beh, qui non ci sono problemi. Ogni casa ne è dotata e io stessa mi sono munita di uno di questo preziosi prodotti.
Insomma, in Cina sanno bene come difendersi dal freddo. E se penso alle mie ultime lezioni, soprattutto quelle del mese di dicembre, se non avessi avuto le mie calze imbottite, i miei intimi kitsch sotto i vestiti, i miei fake UGGs, sarei morta dal freddo e lo stesso vale per i miei studenti. Le aule non sono riscaldate e le finestre sono fatte così male che hanno dei buchi o non si chiudono. In definitiva, meglio sani, anche se ridicoli e con qualche taglia in più a causa di tutti i vestiti, che "fashion"...Ma penso che il vero motivo di tutto questo proteggersi sia il fatto che la gente non può permettersi di stare male. Perché bisogna lavorare, lavorare, lavorare...