31 agosto 2015

Io e la Maratona di Pechino


Il 20 di Settembre, alle 7 e 30 del mattino, inizierò i primi passi della mia prima maratona. Sono impazzita? Forse, un pochino! Ho scaga? Sempre di più...Non so in che stato sarò il giorno prima, ma prevedo che non sarà un gran bel stato. Immagino che troverò migliaia di scuse e motivi per rinunciare all'ultimo anche se, sotto sotto, so che non lo farò. Questa prima volta la farò con lo scopo di arrivare al traguardo viva entro lo scadere delle 6 ore. Niente di più! 


Ad ogni modo, i miei allenamento procedono con semi regolarità. Durante le ferie in Italia non è sempre stato possibile allenarmi seguendo il programma. Qui, la situazione è regolare anche se questa settimana, dopo la mia corsa di 17 km di domenica, non sono riuscita ad allenarmi un granchè, non tanto per la stanchezza ma per via degli impegni al lavoro e casa.


Comunque, oggi non mi inoltrerò nei noiosi dettagli della mia maratona ed allenamenti. Al contrario, mi concentrerò su cosa vedo nei parchi quando faccio le mie corsette. Certe volte si tratta di visioni simpatiche, altre di sentimenti di leggero fastidio, altre di colpi di puro spavento per la propria esistenza...Quella che segue è la descrizione della mia corsetta di un paio di giorni fa.



Come ogni mia corsa, anche questa parte con tanta energia e musica di motivazione. Il parco è, come al solito, pieno nelle ore serali e quindi la mia corsa è più uno slalom che un itinerario lineare. Proprio mentre inizio a scaldarmi, dall'angolo sbuca il vecchietto che si allena camminando all'indietro del tutto incurante di chi potrebbe arrivare alle sue spalle, me inclusa.

Appena mi scanso per evitarlo mi trovo davanti una muraglia di vecchiette che occupano l'intero sentiero con i loro ventagli di bamboo. Le quattro regine del parco non se ne fregano affatto degli altri visitatori, così intente nello sventolare i lori ventagli e 'ciaccolare' di dove trovare le verdure meno costose. Piccola nota, ho notato che i ventagli non li sventolano su se stesse ma nell'aria circostante giusto per creare un pochino di corrente e un'altra forma di pericolo per me che cerco di superarle. Grazie signore, ma per piacere spostatevi!



Fatto il saltino sull'erbetta per evitarle, finalmente mi posso concentrare sulla mia corsa. Tutto bene intorno a me. Molte persone si allenano con le varie attrezzature pubbliche. Fino a quando vedo qualcosa di luccicante. Strizzo gli occhi per vedere meglio e quasi inciampo alla vista che si profila davanti a me. Un signore sui 40 anni, a petto nudo, intento a ballare la danza del ventre con tanto di musica a palla e il velo di ducati intorno alla vita. I suoi movimenti sensuali, l'oscillare dei fianchi e la musica non solo catturano la mia ma anche l'attenzione di altri passanti che ovviamente si fermano impalati davanti a me, con la bocca aperta. Ammirata la cottanta sensualità, procedo sui miei passi cercando di dimenticare il suo sorriso estatico. Ma la mia strada viene di nuovo bloccata da una gang di bimbi sui loro pattini in linea e scooterini a rana...Ma chi li ha inventati questi mostri??? Ma, soprattuto, dove sono i nonni che dovrebbero prendersi cura di loro e dirgli di non stare in mezzo...Petta n' attimo! Non saranno mica i signori intenti a praticare il tai-chi con le loro spade o quelli immersi a danzare sulle notte del tormentone 'Xiao Pinguo'...Mah?


Ad ogni modo, la mia corsa procede osservando persone intente a dormire sulla panchina; il sigore che si esercita a sbattare una frusta gigante per terra; quelli che vendono dei luciccanti giocattoli che volano per aria e poi cadono dove uno meno se lo aspetta, come per esempio tra i miei piedi; gente che gioca a basketball, badminton e ping-pong per ore con tanto di spettatori che non hanno alcuna intenzione di scansarsi quando passo, e via dicendo.



Questo era solo un piccolo assaggio dei miei percorsi ad ostacoli avventurosi...Ad ogni modo, anche se spesso c'è la frustrazione e voglia di correre senza dover stare attenti ad ogni passo, certe volte quello che vedo rende il tutto più divertente e il tempo vola mentre il chilometraggio sale.

25 agosto 2015

Vivere a Pechino: un buon vantaggio


Molte persone sentono parlare di Pechino in termini di posti affollati, traffico congestionato e, legato a questo ultimo aspetto (anche se non dovuto solamente ad esso), tanto inquinamento da rendere i cieli grigi per settimane, sennò mesi. Beh, non posso negare nessuna di queste affermazioni, specialmente l'ultima. Basta guardare la foto accanto e vedere in che condizioni la città arrivi a ridursi, specialmente nei mesi invernali quando il riscaldatamento pubblico viene attivato.

Detto questo, io cerco sempre di pensare ai lati positivi e ignorare di concentrarmi troppo su quelli negativi. Se lo facessi, la mia vita sarebbe misera considerato che io da sola non posso farci un bel niente per risolvere i problemi di questa enorme città. Anzi, sto già facendo la brava cittadina guidando la mia mitica bici elettrica...

Quindi oggi mi limiterò a parlere di alcuni vantaggi che derivano dallo vivere nella capitale della Cina.




Uno di questi vantaggi sono le ferie a sorpresa. Dato che i Cinesi non programmano molto in anticipo, le cose accadono come se piovessero dall'alto del cielo. Ormai, dopo cinque anni, mi sono abituata alle sorprese e ho sviluppato una abilita' extra per preparare piani b, c e d nel caso una di queste notizie inaspettate richiedesse modifiche ai miei piani.

Certe volte queste notizie improvvise si rivelano essere positive. Giusto qualche giorno fa, siamo stati informati della imminente festa nazionale della vittoria che si festeggia ogni 10 anni proprio qui a Pechino. Considerato che il governo ha deciso di chiudere migliaia di fabbriche per rendere il cielo blu e con esse le scuole e maggiori servizi pubblici, la scuola dove lavoro io ha deciso di prendere un bel ponte. Grazie mille! Ecco che un giorno di festa nazionale diventa 5 giorni di ferie! Yeah!!!

L'anno scorso era la volta di APEC, che sta per Cooperazione Economica Asiatico-Pacifica. Insieme alla conferenza, una bella settimana di ferie a meta' di Novembre per noi insegnanti. Anche quella volta i cieli si sono 'magicamente' schiariti grazie alla chiusura di fabbriche nei dintorni di Pechino e alla riduzione del traffico.

24 agosto 2015

Rientro sul blog

Eccomi qui! Di rientro su questo blog un pochino abbandonato a se stesso. Beh, direi un pochino tanto...Penso che ormai sia più un diario segreto che un blog pubblico. Ad ogni modo, sono qui e sono qui per scrivere e riflettere in "italiano".


Uno dei motivi per cui sono rientrata su questo blog è la paura che mi ha afflitto dopo le mie solite ferie estive in Italia. Ormai sono esattamente cinque anni dalla mia dipartita per la terra di mezzo per insegnare la meravigliosa lingua anglofona. Questo ha anche comportato un radicale cambiamento della lingua d'uso quotidiano. La mia vita si è improvvisamente e completamente circondata d'inglese fino ad arrivare a 'sognare' e persino a 'pensare' in inglese. Con questo mutamento, era inevitabile che il mio italiano peggiorasse, specialmente il parlato. Cosa che noto di più una volta che rientro in Italia. Non che abbia dimenticato di parlare ma non sento l'italiano uscire naturalmente dalla mia bocca. E' una sensazione difficile da descrivere ma è come se un'altra persona parlasse in mia vece e io fossi li ad osservarla. Per non parlare del ricordarsi certe parole un pochino più complesse, e avvolte meno complesse. Giusto per fare un'esempio, quest'estate ho sudato quattro camicie per descrivere una parola semplice come 'gamberetto'. La parola era li in inglese e l'immagine vivida nella mia mente, ma la versione italiana non veniva fuori...

Non essendo l'inglese la mia lingua madre ho dovuto, specialmente durante i primi tre anni in Cina, dedicare moltissimo tempo per correggere quei piccoli errori d'espressione e, ovviamente, ad espandere il mio vocabolario, Cosicché la maggior parte delle mie letture erano in inglese e l'italiano era limitato alla lettura dei titoli di giornale giusto per sapere cosa succedesse in Italia o alla rapida occhiata a Facebook (con il suo alto contenuto culturale) per essere aggiornata su come fossero le persone a me più care...Dopo i tre anni, ormai sono caduta nella trappola dell'abitudine e ho finito col leggere italiano sempre di meno. Il giornale italiano era diventato inglese nel frattempo e l'occhiata su Facebook era diventata una veloce scansione delle foto (considerato l'alto contenuto culturale)...

Quindi, la mia motivazione principale per scrivere è per praticare italiano ma anche per condividere le mie tante esperienze qui in Cina. So che farò una grande quantità di errori e mi esprimerò in modo semplice. Comunque penso ne varrà la pena per evitare di perdere questa lingua meravigliosa. Ho già quasi del tutto perso il comando del bosniaco, che è la mia lingua madre, e non saprei nemmeno da dove iniziare per recuperarlo dato che ne' lo leggo ne' lo sento mai e lo parlo solo con i miei genitori... 

11 novembre 2014

L'Anti San Valentino: 11.11 in China

Il giorno dei single,  Guānggùn Jié  (光棍节), venne originato agli inizi degli anni '90 da un gruppo di studenti universitari di Nanchino per festeggiare il loro essere senza l'anima gemella. La data venne scelta per via della ovvia associazione del numero uno con singolo. Dopo i loro anni universitari questi studenti hanno diffuso l'usanza in altre aree della Cina. Col tempo, la celebrazione di questo giorno si è estesa ed è iniziato ad assumere caratteristiche comuni tutto intorno alla Cina.

bāozi 包子
yóutiáo 油条
Ci sono persone che iniziano la giornata dell'undici novembre mangiando una sorta di grissino fritto, che rappresenterebbero i 4 uno, e un panino al vapore, che rappresenterebbe il punto tra i quattro uno (vedi foto sotto). Altre persone celebrano la giornata di sera mangiando in compagnia di amici o andando a cantare al karaoke.

Nel 2011, questa giornata ha preso una direzione del tutto aspettata visto il suo sviluppo rampante, più o meno sulle stesse note di San Valentino. Così pur questa celebrazione è stata spogliata del suo motivo originale per diventare una occasione puramente commerciale. Questo giorno unico, con ben sei uno, vide molti negozi e ristoranti offrire sconti per attrarre i giovani single, e non. Mentre, la versione cinese del e-bay, chiamata Taobao, offrì bel 50% di sconti su molti dei suoi prodotti.

Ecco che anno dopo anno, il giorno dei single divenne il giorno dei single da passare attaccati al PC per comprare roba su Taobao. Quando l'altro giorno ho chiesto ai miei giovani studenti se sapevano le origini della festa, non sono rimasta tanto sorpresa nel scoprirmi di saperne più di loro che si sono solo limitati a dire 'cheap stuff on Taobao' (roba economica su Taobao).

Questo anno, a soli 3 anni dal boom delle vendite su Taobao del 2011, l'anno del 11.11.11, mister Jack Ma, il presidente di Alibaba, il gruppo che gestisce Taobao, ha guadagnato ben 9.3 bilioni di dollari in sole 24 ore. Non so se considerarmi umiliata o contenta di essere aver preso parte di questa colossale operazione. Ad ogni modo, i mesi di attesa per comprarmi un paio di elettrodomestici a metà prezzo sono stati ripagati. Per non dimenticare l'impressionante organizzazione dei servizi di consegna. Mitici!

10 novembre 2014

Trasferimento a Pechino

Caspita, sono già passati quattro mesi dal mio trasferimento a Pechino! Quante cose sono successe da allora!

In complesso, devo ammettere che sono super felice della mia scelta di lavoro e di spostarmi in una città così grande. La mia decisione iniziale di stare in luoghi più contenuti per scoprire la vera Cina aveva senso fino ad un certo punto ma ora che la Cina è casa vivere in un posto con più opportunità e cose da fare ha molto più senso.

Essendoci già stata per turismo, non sono rimasta granchè sorpresa da Pechino quando mi sono trasferita a fine giugno. La prima cosa a stupire è che è una città enorme con tanta ma tanta gente. Ricordo ancora i primi giorni che ero in cerca di casa e guardando la mappa avevo avuto la brillante idea di trovare i posti in bici solo per finire morta alla fine della lunga giornata perchè quello che sembrava una piccola distanza si era rivelata essere non tanto piccola. 

Ad ogni modo, ho trovato un bell'apartamentino sul 18simo pieno, non molto lontano dal lavoro.  Essendo nella capitale i prezzi sono molto più altri, ma anche l'aiutino economico che ricevo dal lavoro è più consistente questa volta. La cosa più bella è il balcone e la vista. Beh, non ho montagne, foreste e parchi ma tante communità residenziali. Ogni volta che mi affaccio alla finestra, specialmente di sera,  vedo tutte le luci accese, fa troppa impressione pensare che ci siano più di 21 millioni di persone la fuori. Ecco una foto giusto per farvi capire: 


Luglio è stato uno dei mesi più difficili ma allo stesso tempo emozionanti e ricchi perchè l'ho passato prendendo parte al CELTA (Certificate in English Language Teaching to Adults), un corso super intensivo ma che è valso ogni singolo penny. Ho conosciuto persone meravigliose e imparato una marea di cose sull'insegnamento. Cose di cui non avevo la minima idea eppure avevo insegnato per quattro anni pensando di essere bravina. Quindi, ho iniziato il mio nuovo lavoro con una testa diversa e piena di nuove idee da applicare per diventare un'insegnante migliore. Dedicherò un post a sè per il CELTA. 

Il primo di agosto ho iniziato il mio nuovo e quarto lavoro qui in Cina, con un contratto di due anni e poi si vedrà. La Cina ha così tante opportunità che è dura vedersi nello stesso posto per più di due anni. Ad ogni modo, sono super contenta perchè i colleghi sono seri e professionali, gli studenti più vividi e vogliosi di imparare e la cosa più bella è che la scuola si trova in un giardino antico con tutti gli edifici in stile Cina antica. Ogni volta che metto piede in questo giardino segreto la mia giornata si illumina. Per non parlare che sto imparando così tanto e ogni giorno è un'avventura e conquista. Ecco un piccolo assaggio del giardino che vedo ogni giorno: 



CELTA è stata anche l'ispirazione a svilupparmi professionalmente e studiare di più per specializzarmi in quello che faccio. Motivo per cui mi sono iscritta al PGCEi (Postgraduate Certificate of Education International), un certificato di postlaurea sul educazione svolto maggiormente online con una sessione intensiva faccia a faccia a Shanghai. Questa sessione è andata bene e di nuovo ho avuto modo di conoscere persone straordinarie che lavorano in ogni parte della Cina. Ho ufficialmente iniziato il primo di ottobre ed è stato un mese di fuoco. Pensavo sarebbe stato facile tornare sui libri visto che insegno ma non lo è. Dopo sei anni dalla laurea mi sono sentita assari arrugginita ma è un'avventura tutta da assaporare. Ora come ora ho terminato una parte del primo modulo e mi sto preparando per il primo saggio. 

Quindi, in definitiva, con il trasferimento a Pechino ho dato una svolta nuova alla mia carriera. Non dico che quello che ho fatto prima non sia stato altrettanto importante, anzi quei quattro anni mi hanno portata a quello che faccio oggi.